Italia sorpassa il Giappone nelle esportazioni: un traguardo storico

da | 13, Dic, 2025 | News

I numeri dell’export: Italia supera il Giappone nei beni

Negli ultimi anni l’Italia ha raggiunto un risultato storico sul fronte del commercio estero, avvicinando e superando il Giappone nell’export di beni. I dati più recenti indicano che nel 2024 l’Italia ha esportato merci per circa 720 miliardi di dollari, leggermente più dei circa 700 miliardi del Giappone. La tendenza si è rafforzata nel 2025: nel terzo trimestre, le esportazioni italiane di beni (189,9 miliardi di dollari) hanno superato quelle giapponesi (184,0 miliardi). Di conseguenza, l’Italia si è collocata al quarto posto mondiale per export di beni, dietro Cina, Stati Uniti e Germania.

È importante distinguere tra export di beni ed export totale (beni + servizi). Considerando anche i servizi, il Giappone mantiene ancora un vantaggio complessivo: nel 2024 l’export totale è stimato attorno a 779 miliardi di dollari per l’Italia contro circa 922 miliardi del Giappone. Questo dipende soprattutto dal fatto che il Giappone ha un’export di servizi più elevato: nel terzo trimestre 2025, ad esempio, il Giappone ha esportato circa 60,4 miliardi di dollari in servizi, contro circa 43,4 miliardi dell’Italia. Tuttavia, il divario complessivo si è ridotto e l’Italia mostra una dinamica più sostenuta, con una crescita più rapida delle esportazioni nel 2025 rispetto al Giappone. Inoltre, il saldo commerciale italiano resta un punto di forza: nel terzo trimestre 2025 l’Italia ha registrato un attivo di oltre 15 miliardi di dollari, mentre il Giappone ha mostrato un disavanzo.

Dati chiave dell’export (Q3 2025)

Indicatore Italia Giappone
Export di beni 189,9 mld $ 184,0 mld $
Export di servizi 43,4 mld $ 60,4 mld $

I settori trainanti del Made in Italy

Il sorpasso dell’Italia è frutto di una performance brillante in diversi settori di punta del Made in Italy. La struttura delle esportazioni italiane è ampia e diversificata: al primo posto spicca la meccanica strumentale (macchinari e apparecchiature industriali), che rappresenta una quota rilevante dell’export. L’Italia è riconosciuta come leader in molti comparti di macchinari, grazie a specializzazione produttiva, know-how e capacità di personalizzazione dell’offerta.

Accanto alla meccanica, restano centrali comparti storicamente forti come moda e design (abbigliamento, accessori, arredo) e l’agroalimentare, dove il marchio Made in Italy è spesso associato a qualità e riconoscibilità internazionale. Anche l’automotive e il sistema farmaceutico-chimico contribuiscono in modo significativo, con segnali di crescita legati a produzioni più sofisticate e ad alto valore aggiunto. In sintesi, la combinazione tra specializzazione industriale e diversificazione settoriale ha reso l’export italiano più resiliente e capace di intercettare domanda globale su più mercati e filiere.

Fattori del successo italiano e del rallentamento giapponese

L’ascesa dell’export italiano e il sorpasso sul Giappone sono spiegabili con una combinazione di punti di forza interni e dinamiche internazionali. Sul versante italiano, pesa la capacità del sistema manifatturiero di competere su prodotti di fascia medio-alta e alta, spesso caratterizzati da contenuto tecnico, cura del dettaglio e riconoscibilità del brand. Un ruolo importante è giocato dal tessuto di PMI e distretti industriali, che ha favorito flessibilità e velocità di adattamento, oltre a una notevole capacità di presidiare nicchie globali. Negli ultimi anni, inoltre, la spinta a modernizzazione, digitalizzazione e sostenibilità ha contribuito a rafforzare il posizionamento competitivo.

Dal lato giapponese, alcune condizioni hanno frenato la crescita delle esportazioni. Tra queste, il rallentamento della domanda in mercati cruciali come la Cina e l’aumento del costo delle importazioni di energia e materie prime, che ha inciso sui conti esteri. La debolezza dello yen può sostenere la competitività di prezzo, ma può anche aumentare la pressione sui costi di input e comprimere i margini. Inoltre, alcuni comparti chiave giapponesi hanno attraversato fasi cicliche complesse, tra rallentamenti globali e contesti commerciali più incerti.

In prospettiva, il sorpasso italiano sembra destinato a consolidarsi, pur in un quadro di competizione ravvicinata. Le differenze restano contenute e possono variare di trimestre in trimestre, ma il trend di fondo mette in evidenza una trasformazione strutturale dell’industria italiana, capace di mantenere e accrescere competitività sui mercati internazionali.

Il sorpasso dell’Italia sul Giappone nell’export, soprattutto sul fronte dei beni, è un traguardo di grande rilievo economico e simbolico.

FONTI

Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO/OMC) – statistiche sul commercio internazionale; OECD – dati G20 International Trade (Q3 2025); Banca Mondiale – indicatori su export di beni e servizi; ISTAT – analisi e rielaborazioni su export italiano; Il Sole 24 Ore – approfondimenti economici e contesto sui ranking export.

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