I numeri dell’export: Italia supera il Giappone nei beni
Negli ultimi anni l’Italia ha raggiunto un risultato storico sul fronte del commercio estero, avvicinando e superando il Giappone nell’export di beni. I dati più recenti indicano che nel 2024 l’Italia ha esportato merci per circa 720 miliardi di dollari, leggermente più dei circa 700 miliardi del Giappone. La tendenza si è rafforzata nel 2025: nel terzo trimestre, le esportazioni italiane di beni (189,9 miliardi di dollari) hanno superato quelle giapponesi (184,0 miliardi). Di conseguenza, l’Italia si è collocata al quarto posto mondiale per export di beni, dietro Cina, Stati Uniti e Germania.
È importante distinguere tra export di beni ed export totale (beni + servizi). Considerando anche i servizi, il Giappone mantiene ancora un vantaggio complessivo: nel 2024 l’export totale è stimato attorno a 779 miliardi di dollari per l’Italia contro circa 922 miliardi del Giappone. Questo dipende soprattutto dal fatto che il Giappone ha un’export di servizi più elevato: nel terzo trimestre 2025, ad esempio, il Giappone ha esportato circa 60,4 miliardi di dollari in servizi, contro circa 43,4 miliardi dell’Italia. Tuttavia, il divario complessivo si è ridotto e l’Italia mostra una dinamica più sostenuta, con una crescita più rapida delle esportazioni nel 2025 rispetto al Giappone. Inoltre, il saldo commerciale italiano resta un punto di forza: nel terzo trimestre 2025 l’Italia ha registrato un attivo di oltre 15 miliardi di dollari, mentre il Giappone ha mostrato un disavanzo.
Dati chiave dell’export (Q3 2025)
| Indicatore | Italia | Giappone |
|---|---|---|
| Export di beni | 189,9 mld $ | 184,0 mld $ |
| Export di servizi | 43,4 mld $ | 60,4 mld $ |
I settori trainanti del Made in Italy
Il sorpasso dell’Italia è frutto di una performance brillante in diversi settori di punta del Made in Italy. La struttura delle esportazioni italiane è ampia e diversificata: al primo posto spicca la meccanica strumentale (macchinari e apparecchiature industriali), che rappresenta una quota rilevante dell’export. L’Italia è riconosciuta come leader in molti comparti di macchinari, grazie a specializzazione produttiva, know-how e capacità di personalizzazione dell’offerta.
Accanto alla meccanica, restano centrali comparti storicamente forti come moda e design (abbigliamento, accessori, arredo) e l’agroalimentare, dove il marchio Made in Italy è spesso associato a qualità e riconoscibilità internazionale. Anche l’automotive e il sistema farmaceutico-chimico contribuiscono in modo significativo, con segnali di crescita legati a produzioni più sofisticate e ad alto valore aggiunto. In sintesi, la combinazione tra specializzazione industriale e diversificazione settoriale ha reso l’export italiano più resiliente e capace di intercettare domanda globale su più mercati e filiere.
Fattori del successo italiano e del rallentamento giapponese
L’ascesa dell’export italiano e il sorpasso sul Giappone sono spiegabili con una combinazione di punti di forza interni e dinamiche internazionali. Sul versante italiano, pesa la capacità del sistema manifatturiero di competere su prodotti di fascia medio-alta e alta, spesso caratterizzati da contenuto tecnico, cura del dettaglio e riconoscibilità del brand. Un ruolo importante è giocato dal tessuto di PMI e distretti industriali, che ha favorito flessibilità e velocità di adattamento, oltre a una notevole capacità di presidiare nicchie globali. Negli ultimi anni, inoltre, la spinta a modernizzazione, digitalizzazione e sostenibilità ha contribuito a rafforzare il posizionamento competitivo.
Dal lato giapponese, alcune condizioni hanno frenato la crescita delle esportazioni. Tra queste, il rallentamento della domanda in mercati cruciali come la Cina e l’aumento del costo delle importazioni di energia e materie prime, che ha inciso sui conti esteri. La debolezza dello yen può sostenere la competitività di prezzo, ma può anche aumentare la pressione sui costi di input e comprimere i margini. Inoltre, alcuni comparti chiave giapponesi hanno attraversato fasi cicliche complesse, tra rallentamenti globali e contesti commerciali più incerti.
In prospettiva, il sorpasso italiano sembra destinato a consolidarsi, pur in un quadro di competizione ravvicinata. Le differenze restano contenute e possono variare di trimestre in trimestre, ma il trend di fondo mette in evidenza una trasformazione strutturale dell’industria italiana, capace di mantenere e accrescere competitività sui mercati internazionali.
Il sorpasso dell’Italia sul Giappone nell’export, soprattutto sul fronte dei beni, è un traguardo di grande rilievo economico e simbolico.
FONTI
Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO/OMC) – statistiche sul commercio internazionale; OECD – dati G20 International Trade (Q3 2025); Banca Mondiale – indicatori su export di beni e servizi; ISTAT – analisi e rielaborazioni su export italiano; Il Sole 24 Ore – approfondimenti economici e contesto sui ranking export.



