Spesso nell’analizzare l’export Italiano viene sottovalutato il contributo delle Piccole e Micro Imprese. In realtà il loro apporto è molto significativo.

Le Micro Imprese sono società che hanno un fatturato inferiore ai 2 mln. di euro e un numero di addetti inferiore a 10. Secondo l’ ISTAT sono più di 820.000 sull’intero territorio nazionale e assorbono ben il 23% degli addetti.

Le Piccole imprese hanno un numero di addetti inferiore a 30 e un fatturato annuo minore di 5 ml. euro. Insieme alle micro imprese costituiscono l’ MPI (la micro e piccola impresa italiana).

Le MPI nel 2015 hanno contribuito all’export italiano per il 18,1% dell’export manifatturiero complessivo della nostra economia.
Questa quota arriva a sfiorare i cinquanta punti percentuali se si considera anche il contributo delle imprese medie (con un numero di addetti compreso tra le 50 e le 249 unità).

Sorprendenti appaiono infine i numeri delle micro imprese quando si considera la loro capacità di operare su mercati di destinazione “lontani” che, a dispetto della piccola dimensione, è superiore a quella delle imprese maggiori. Il 36% delle esportazioni delle micro imprese è infatti realizzato su mercati di destinazione non europei.

I dati sono tratti da uno studio condotto da CNA e che può essere scaricato al seguente link:

http://www.cnaprato.it/cna-nel-commercio-estero-la-crescita-dellexport-nel-2015-e-stata-sostenuta-da-artigiani-e-piccole-imprese/studio-export/

AGGIORNAMENTO DEL 22 GIUGNO 2016

Il Sole 24 ore pubblica alcuni dati molto interessanti sull’export delle micro e piccole imprese.

L’articolo è disponibile a questo link:  PMI esportano più della Gran Bretagna

Riportiamo un breve estratto:

Bene fa dunque il Governo italiano a promuovere iniziative che possano trasformare queste micro-imprese e anche le piccole meno strutturate in esportatrici stabili tramite gli export manager e favorendo la loro crescita dimensionale. Se le micro e piccole imprese industriali italiane raddoppiassero la loro attività sull’estero ne deriverebbe un potenziale incremento dell’export italiano di una sessantina di miliardi.

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